Il borgo si sviluppa su tre colli che dominano dall’alto il Tavoliere delle Puglie. Mentre tutto intorno distese di campi di grano, ulivi secolari ed eccellenti vigneti custodiscono un centro storico molto attivo dal punto di vista architettonico e culturale. Un meraviglioso groviglio di stradine che d’un tratto aprono la vista a deliziose chiese e monumenti antichi. Lucera ha saputo conservare il suo meraviglioso patrimonio artistico e culturale che ne hanno fatto una delle città più importanti del meridione.

Visitare Lucera vuol dire conoscere una città dalle origine antichissime da sempre contesa per via della sua posizione che permetteva di controllare il Tavoliere delle Puglie.
Ebbe un ruolo importante nel corso delle guerre sannitiche e fu proprio teatro della famosa Battaglia delle Forche Caudine in cui si registrò una delle più famose sconfitte e l’umiliazione dell’esercito romano.
Nonostante la sconfitta però, i romani riuscirono ad aver la meglio e a conquistare i territori contesi. Ed è proprio a questo periodo che risalgono numerose opere architettoniche come le mura di cinta e l’anfiteatro.

Tra il XVI e il XIX secolo la città visse un periodo di forte espansione e prestigio, diventando capoluogo della Capitanata, regione storico culturale della Puglia settentrionale.

Cosa vedere a Lucera

Lucera è il punto di partenza della Via Micaelica, un nuovo ed interessante itinerario che mette in collegamento i santuari dedicati all’arcangelo Michele. Ti consigliamo di prendere del tempo per la visita della città. Per questo motivo, abbiamo preparato una lista delle cose da vedere in un giorno a Lucera. E ora partiamo insieme alla scoperta di questi luoghi!

Castello di Lucera

Nella lista di cose da vedere in un giorno a Lucera non si può che partire da uno dei simboli della città: il Castello Svevo-Angioino.

Il Castello Svevo-angioino è stato edificato attorno al XIII secolo sulla sommità del colle Albano, sul quale sorgeva l’acropoli della Lucera romana. Nel 1200 si sviluppò come Palatium per controllare i Saraceni che Federico II fece deportare dalla Sicilia a Lucera. Ma è con Carlo I d’Angiò che l’edificio fu convertito in una vera e propria fortezza. Ad oggi l’intera area rappresenta un ricchissimo tesoro nel quale sono visibili tracce di epoche diverse: dalle capanne neolitiche alle tracce di una chiesa ad una navata con sagrestia attigua, dedicata a San Francesco d’Assisi.

Chiesa del Carmine

Nel panorama architettonico di Lucera, la chiesa e l’annesso convento di Santa Maria del Carmelo rappresentano il più significativo esempio di arte barocca. L’imponente complesso venne edificato tra il 1754 e il 1755 dai Padri Carmelitani, in sostituzione del loro antico insediamento, ormai fatiscente, situato in località Pozzo del Carmelo lungo la strada per Foggia.

In linea con pratiche discutibili, ma all’epoca largamente tollerate, per la costruzione dell’edificio fu impiegato materiale ricavato dall’antico Castello svevo-angioino, allora già in stato di abbandono. Nonostante ciò, l’opera assunse rapidamente un carattere nobile e monumentale, anche grazie al generoso contributo di alcune famiglie aristocratiche lucerine — tra cui i De Grazia, i Lombardi, i del Vecchio e i marchesi Scassa. A dirigere i lavori fu il maestro ingegnere Ludovico di Tullio, originario di Pescopennataro.

Nel 1794, i Carmelitani furono costretti ad abbandonare il convento, e soltanto nel 1937 la chiesa divenne sede della storica parrocchia di San Matteo, precedentemente situata nei pressi delle antiche terme romane di Porta San Severo.

L’elegante facciata barocca introduce a un interno sontuosamente decorato, impreziosito da una raffinata cornice in stucco. La pianta della chiesa, a croce allungata, è scandita da sei cappelle laterali, ciascuna delle quali custodisce autentici tesori d’arte sacra.

Il primo altare a sinistra, sotto il patronato della famiglia Lombardi, accoglie una pala d’altare raffigurante Santa Teresa d’Avila, dipinta da Ermenegildo Costantino nel 1659. Segue la cappella dell’Addolorata, voluta dai marchesi Scassa, dove si ammira un magnifico altare in marmi policromi, realizzato dal celebre marmoraro Michele Salemme nel 1759. La struttura si distingue per la sua ardita verticalità e la ricchezza decorativa, con un suggestivo gioco di colori e materiali, tra cui spicca la pietra veronese color mattone, punteggiata di sfumature scure. Al centro dell’altare è custodita una pregevole tela dell’Addolorata, opera di Francesco De Mura, allievo del maestro Luca Giordano.

Di grande impatto scenico è anche l’altare maggiore, che domina l’intero presbiterio con la sua maestosa presenza. Tra le opere pittoriche conservate nella chiesa si segnalano, inoltre, una preziosa icona bizantina della Vergine del Monte Carmelo con il Bambino (sec. XV) e una tela della Madonna dei Miracoli, datata 1602.

Chiesa del Carmine di Lucera - Visit Monti Dauni

Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta

Ripristinata la fede cristiana a Lucera dopo la sconfitta dei Saraceni, venne edificata una nuova cattedrale, in stile gotico-angioino forse sulla demolita moschea tra il 1302 e il 1317. La caratteristica facciata asimmetrica in cotto e pietra bianca, appare tuttavia armoniosa. In corrispondenza della navata destra si trova una possente torre campanaria quadrata, caratterizzata dall’apertura su più livelli di eleganti bifore romaniche e monofore a traforo gotico. Alla sommità è posta una lanterna ottagonale. Il prospetto presenta un rosone e 3 portali lapidei ogivali a baldacchino. L’interno della basilica è a croce latina, con tre navate e tre absidi in stile gotico. L’aspetto attuale degli interni lo dobbiamo ai lavori di ripristino della matrice gotica effettuati nel XIX secolo, che eliminarono le aggiunte decorative degli anni successivi.
La Cattedrale custodisce opere di notevole pregio storico ed artistico, come il battistero e un ciborio del quattrocento.

Anfiteatro Romano

L’anfiteatro romano risale in un periodo tra il 27 d.C. ed il 14 d.C. e rappresenta con ogni probabilità la volontà di una nuova pianificazione urbanistica avvenuta in quel periodo.
Il monumento fu fatto costruire da un magistrato locale investito di una carica prestigiosa e testimoniava l’adesione della classe dirigente locale al programma politico. Ciò rientrava nella pratica diffusa nel mondo antico secondo la quale un privato elargiva la collettività di un edificio pubblico.
L’anfiteatro è lungo 130 m e largo 95 m ed aveva una capienza stimata di 18000 spettatori.

Santuario di San Francesco

L’edificio venne edificato nel ‘300 su iniziativa di Carlo II d’Angiò che ricondusse la città alla cristianità dopo un lungo periodo arabo-musulmano. La chiesa presenta una rigorosa e slanciata facciata in muratura, la cui sobrietà è interrotta da un arco decorato con elementi scultorei e dallo stemma angioino e da uno splendido rosone in pietra a 16 raggi ricostruito nel 1943.
L’interno della navata unica custodisce tracce di affreschi del settecento che narrano episodi della vita di San Francesco d’Assisi. L’abside poligonale invece,è affrescata con storie della Passione. Il Santuario conserva le reliquie del Padre Maestro, ovvero San Francesco Fasani, il primo santo della Capitanata che qui visse per 35 anni, canonizzato nell’aprile del 1986 da Papa Giovanni Paolo II.

Cosa fare a Lucera - la proposta di Slow Active Tours

Visitare Lucera ti permette di fare un tuffo nel passato medievale della città. Una delle cose più sorprendenti da vedere in un giorno a Lucera è senza dubbio il Torneo delle Chiavi e il Corte Storico.
Si tratta della rievocazione storica di alcuni giochi medievali concessi al popolo da Federico II. Nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Romano i rappresentanti della cinque Porte in cui si divideva a quel tempo la città, si sfidano in alcune prove di forza e di abilità. Al rione che si aggiudica il torneo viene assegnata un’insegna trecentesca sul quale è raffigurata S. Maria Patrona col Bambino. Il trofeo viene portato in processione il 14 agosto quando si celebra la ricorrenza della liberazione dall’occupazione Saracena e consegnato simbolicamente alla Santa Patrona della città al termine del Corteo Storico. Una rievocazione storica degli eventi che si sono verificati la sera del 14 agosto 1300, quando il condottiero Pipino da Barletta sconfisse e cacciò via da Lucera l’ultima colonia araba voluta da Federico II di Svevia, rifondando così la città cattolica.

In un giorno a Lucera puoi decidere di visitare il Museo civico Giuseppe Fiorelli, ospitato nel settecentesco palazzo Cavalli, è intitolato all’archeologo napoletano ma di origini lucerine, Giuseppe Fiorelli.
Il polo museale venne instituito nel 1905 da alcuni privati e custodisce al proprio interno importantissimi reperti che coprono un arco temporale che va dalla preistoria al medioevo. Molto interessante è la sezione di archeologia medievale che offre importanti testimonianze della Lucera al tempo di Federico II, come le ceramiche invetriate saracene che testimoniano il periodo in cui la città divenne colonia araba.

Sagre e Feste Popolari di Lucera

La città di Lucera offre un'interessante vita culturale, con numerose manifestazioni folkloristiche e gastronomiche, che si svolgono tutto l’anno.
La Festa Patronale di Lucera, in onore di Santa Maria dell’Assunta, si svolge ogni anno dal 14 al 16 agosto. Nell’arco di tre giorni la città si addobba a festa e si colora di mercatini, bande musicali e bancarelle. La tradizionale processione del 16 agosto fa seguito ad un ricco programma di spettacoli, concerti e rappresentazioni teatrali.

Piatti Tipici di Lucera

Visitare Lucera è l’occasione perfetta per conoscere ed assaporare l’enogastronomia locale. Il prodotto tipico da forno è il pane di Lucera, ancora oggi realizzato a mano e lasciato lievitare naturalmente.
Molto attiva è la produzione di vino locale che offre il famoso Cacc’ e mmitte di Lucera DOC il cui nome deriva dall’antica procedura di vinificazione. In passato questa tipologia di vino locale veniva prodotto nei cosiddetti palmenti, tipiche masserie attrezzate con delle vasche che i proprietari mettevano a disposizione dei contadini per la pigiatura delle uve. L’attrezzatura poteva essere utilizzata esclusivamente in una sola giornata, al termine della quale il viticoltore doveva lasciare il palmento a disposizione di un altro contadino. Queste veloci operazioni di togliere (cacc’) e mettere (mmitte) le uve, hanno quindi dato il nome ad un vino dal colore rubino violaceo, prodotto prevalentemente dal vitigno Uva di Troia.
Se decidete di trascorrere una giornata per visitare Lucera, il nostro consiglio è quello di gustare uno dei piatti tipici dal nome un pò particolare. Stiamo parlando del mambrikule, il cui aspetto richiama molto quello del cous cous. Il nome deriva dall’unione di due parole “mani” e “briciole” e si riferisce all’antica tradizione popolare secondo la quale madri e figli si adoperavano per la produzione di questa pasta la mattina di Natale. UNa volta preparato l’impasto, era compito dei bambini ridurlo in briciole. Completava il piatto l’aggiunta di un gustoso brodo, in parte aggiunto nell’impasto e la restante parte utilizzato per cuocere la pasta.

Mangiare e Bere a Lucera

Ecco alcune proposte del territorio:

Trattoria Colpa d'Alfredo, Via Giovanni Bovio, 9.Ambiente informale e accogliente, a due passi da Piazza Duomo e dalla cattedrale. Piatti semplici, ma con ingredienti locali ricercati e abbinamenti originali.
Il Fico, Vico Caropresa, 9. Locale moderno e pulito, curato esteticamente con design industriale. Menù selezionato con le migliori prelibatezze locali.
Dentro al Vicolo, Via Famiglia Scassa, 18/20. Ristorante
situato dove un tempo c'era una cantina, è stato ristrutturato e offre un ambiente molto caratteristico.

Quindi cosa aspettate? Zaino in spalla e si parte!