La storia del cicloturismo ha radici profonde al contrario di quanto si possa immaginare, che vanno di pari passo con l’evoluzione della bicicletta.

Oggi il cicloturismo è un settore in continua crescita, spinto ancor di più dal bisogno di serenità e leggerezza che ha suscitato in ognuno di noi il periodo che stiamo vivendo e che conserva al contempo quella stessa voglia di avventura, fondamentale di ogni viaggio.
Per gli amanti della bicicletta viaggiare su due ruote vuol dire esplorare territori da una nuova prospettiva, muovendosi lentamente, assaporando ogni piccolo dislivello lungo il percorso. Vuol dire scegliere con cura gli oggetti da portare in viaggio, eliminando il superfluo quanto più possibile. E ancora, prendersi del tempo per se stessi, abbandonando i ritmi frenetici a cui siamo abituati.
Percorrere strade, spesso sterrati, viuzze di campagna ed attraversare piccoli borghi ci fa entrare in contatto con gli abitanti del luogo, per gustare ogni sfaccettatura di territori che conservano tradizioni autentiche. 

Come disse Ernest Hemingway “è andando in bicicletta che impari meglio i contorni di un paese, perché devi sudare sulle colline e andare giù a ruota libera nelle discese”, infatti.
Venite con noi in questo viaggio che ripercorre la storia del cicloturismo!

Bicicletta, che passione!

Il primo capitolo della storia del cicloturismo inizia alla fine dell’800 ed ha come protagonista Paul De Vivie, uno stravagante intermediario francese di un’azienda tessile di Saint Etienne. Per il suo lavoro era solito viaggiare in Inghilterra, dove familiarizzò con l’utilizzo della bicicletta non solo come mezzo di trasporto. Ispirato dalla cultura inglese poi, decise di fondare il primo club di cicloamatori turistici d’Europa, il Club des cyclistes stéphanois con l’obiettivo di diffondere anche in Francia una maggiore consapevolezza nell’uso della bicicletta da usare anche come mezzo di svago.
La sua fu un’intuizione visionaria dal momento che seppe prevedere la straordinaria diffusione dei viaggi in bicicletta, cambiando così la storia del cicloturismo.

Tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 infatti, l’uso della bicicletta cambiò radicalmente grazie anche all’impulso produttivo che la rivoluzione industriale seppe apportare. Da mezzo utilizzato da una ristretta cerchia, la bicicletta divenne sempre più alla portata di tutti sia per ragioni economiche sia per ragioni tecniche. Fu proprio con il passaggio dalla complessa Gran Bi, il biciclo caratterizzata dalla ruota anteriore molto più grande della posteriore, alla più sicura Rover, la bici molto più simile a come la conosciamo oggi, a spalancare le porte al cicloturismo.
Inoltre l’utilizzo di pneumatici in gomma e l’introduzione della “ruota libera”, che tutt’ora consente al ciclista di impostare in autonomia il suo ritmo di marcia, hanno fatto sì che la bicicletta diventasse un mezzo sempre più confortevole e adatto a tutti.
In un’epoca di radicali rinnovamenti, De Vivie può essere oggi definito a pieno titolo uno spiccato innovatore, perché riuscì a parlare della sua idea di società fondando il giornale specializzato Le Cycliste.  Qui si fece conoscere al grande pubblico con lo pseudonimo di Vélocio, che utilizzò anche per parlare per la prima volta di cicloturismo.
È l’epoca in cui, anche in Italia, comincia ad affermarsi l’uso della bicicletta per viaggiare. Anni in cui prendevano piede i viaggi d’avventura in solitaria: dei veri e propri gesti eroici conditi dalla genuina voglia di scoprire il mondo. 

Come la storia di Marco Bertolini, sacerdote, professore di letteratura e poeta che ad inizio ‘900 attraversò Torino e la Valle d’Aosta per continuare il suo itinerario alla volta dell’Europa Centrale fino ad arrivare in Inghilterra. Il suo viaggio divenne poi il libro “Attraverso l’Europa in bicicletta” che ha influenzato la storia del cicloturismo nel nostro Paese.
Da allora tanti hanno seguito il suo esempio, chi per passione, chi per necessità, chi lo ha fatto solo per sfidare se stesso. Nei nostri assurdi tempi moderni le e-bike, le bici a pedalata assistita, stanno lentamente cambiando il concetto di cicloturismo e di turismo sportivo in generale, riducendo moltissimo le difficoltà e i vincoli legati al percorso da seguire.

La agenzie e associazioni specializzate

La storia del cicloturismo non sarebbe la stessa senza l'impegno delle associazioni di cicloamatori che collaborano con le amministrazioni locali, per progettare sempre più spazi dedicati agli appassionati delle due ruote in generale, proprio per raccogliere una così importante eredità. Anche in questo caso infatti, De Vivie seppe anticipare i tempi: seguendo l’esempio del Cyclist Touring Club britannico, la più antica organizzazione turistica del mondo fondata nel 1878, riuscì a capire l’importanza delle associazioni di categoria, diventando uno dei più attivi fondatori del Touring Club de France (1889).

Altre associazioni sono state fondate anche in Italia proprio negli anni in cui Vélocio “parlava” tra le pagine del suo giornale, come il Touring Club Ciclistico Italiano nato nel 1894 ad opera di un gruppo di 57 di appassionati a tutela di questa tipologia di turismo.
La FIAB (Federazione Nazionale Ambiente e Bicicletta) è un’organizzazione ambientalista che promuove l’uso quotidiano della bicicletta e il cicloturismo per proteggere l’ambiente e contrastare la crisi climatica. È molto più recente ma che ha collaborato alla realizzazione di due progetti di grande importanza in termini di cicloturismo: Eurovelo, la rete ciclabile europea che mette in collegamento 15 itinerari ciclabili di lunga percorrenza attraverso tutto il continente europeo, e Bicitalia ovvero un network cicloturistico di grande respiro, di dimensione sovraregionale o di collegamento con i paesi confinanti, sul modello delle diverse reti ormai realizzate con successo in diversi paesi dell’Europa.

Anche le agenzie di viaggio e tour operator negli anni si sono specializzati in viaggi sostenibili, rispondendo alle esigenze di viaggiatori sempre meno inclini alle destinazioni del turismo di massa e più interessati ai dei viaggi su misura, più attenti alle esigenze di chi viaggia e adatti per scoprire luoghi autentici accompagnati dagli abitanti del posto.

La proposta di Slow Active Tours

Qui a Slow Active Tours siamo un tour operator specializzato in un turismo sempre più responsabile e sostenibile, crediamo che ogni nostra vacanza debba lasciare un segno, perché chi viaggia con noi possa realmente tornare a casa sereno e sentirsi meglio, avendo appena vissuto un’esperienza veramente autentica. Poniamo la nostra attenzione sull’ambiente, sulla cultura locale e le tradizioni, proponendo viaggi come esperienze educative, sociali, emozionali e partecipative che consentono di comprendere i valori dei luoghi visitati. 

Nel rispetto di queste nostre attenzioni, sfruttiamo la mobilità “dolce”, a piedi, in bicicletta e utilizzando quando possibile i mezzi pubblici, e siamo convinti che, attraverso questa concezione di viaggio e turismo culturale, possiamo contribuire allo sviluppo di un'abitudine alla sostenibilità in senso ampio anche nelle destinazioni che vi proponiamo. Seguendo questi ideali, vogliamo dare un piccolo, ma concreto, contributo al nostro territorio, impegnandoci con passione e dedizione per soddisfare le aspettative di chi sceglie di viaggiare con noi.
Slow Active Tours significa vacanze attive a “passo lento” perché è così che si assapora ogni istante di un bel viaggio, ricco di avventura, abbondanti colazioni, rilassanti momenti di benessere nelle terme, degustazioni enogastronomiche, freschi tuffi nei mari più belli della Puglia e delle altre regioni del Sud Italia, giri in kayak, passeggiate in totale relax per godervi così i momenti più belli.

Presso la nostra sede di Lecce è possibile noleggiare diverse tipologie di bici adatte a tutti i gusti e a tutte le necessità. Nel cicloturismo l’elemento fondamentale è la bicicletta e noi ti accompagneremo nella scelta di quella più adatta a te e che sarà la tua compagna di viaggio durante tutte le vostre escursioni. 

  • Potrai trovare biciclette da trekking sia per uomo sia per donna, affidabili e resistenti: sono infatti l’ideale per chi ama una pedalata slow.
  • Per chi desidera maggiori prestazioni da noi potrà provare l’esperienza di pedalare una bici Gravel che unisce l’eleganza di una bici da corsa alla spensieratezza di una mountain bike. 
  • E per chi cerca confort insieme ad affidabilità sono disponibili anche le nostre efficientissime e-bike.

I nostri viaggi sono pensati anche per le famiglie e per questo motivo da noi potrai trovare le bici a bambini e ragazzi e tutti gli accessori utili per il trasporto, come l’innovatissimo follow-me tandem, il carrellino rimorchio ed il seggiolino.
Come tour operator specializzato in viaggi ecocompatibili amiamo prima di tutto il nostro territorio, le tradizioni e la cultura che ospita. 
Affidatevi a Slow Active Tours per riacquistare calma e tranquillità, per sorridere e pensare, per ammirare ciò che la natura offre, per chiacchierare assieme alla gente del posto, per avere un approccio diretto con le culture locali e per viaggiare in maniera sostenibile e responsabile.

Quindi cosa aspettate? Tutti in sella, si parte!