Affacciata sull’Ionio e incastonata tra mare turchese e vicoli bianchi, Gallipoli è una destinazione che incanta già al primo sguardo
Fondata dai Greci con il nome di Kallipolis – "città bella" –, la città vecchia sorge su un’isola collegata alla terraferma da un ponte seicentesco ornato di pietra locale e antiche mura difensive. Le stratificazioni storiche – bizantina, normanna, spagnola – si percepiscono nel gusto barocco della Cattedrale di Sant’Agata, nelle torri del Castello Aragonese e nell’atmosfera marinaresca del mercato del pesce che si anima all’alba. Camminando per le sue strade profumate di salsedine, ogni pietra e ogni angolo raccontano un pezzo della sua lunga storia tra fede, commercio e bellezza mediterranea.
Cosa vedere a Gallipoli
Il primo impatto con Gallipoli arriva attraversando l’antico ponte e immergendosi nella magia del Castello Aragonese, Lambito dalle dolci acque del Mar Ionio, l’imponente Castello di Gallipoli osserva il dolce via vai del centro storico della città bella.
Costruito come roccaforte difensiva, il castello è totalmente circondato dal mare.
Visibile già dall’ingresso della penisola che racchiude il borgo antico della città, caratterizzato dal passaggio del suggestivo ponte seicentesco. In passato il castello fortificato era molto probabilmente separato dal territorio circostante.
Oggi è possibile ammirarlo con la sua struttura quadrangolare, circondato da quattro torrioni posti agli angoli ed un quinto, il Rivellino, staccato dal perimetro ed isolato in acqua.
Il Castello Aragonese è dunque una fortezza bagnata dal mare che racconta secoli di difesa costiera, con torrioni, prigioni e passaggi segreti che parlano di battaglie e respiri di mare.
Proseguendo, alzando lo sguardo, si incontra la Concattedrale di Sant’Agata, opera barocca che domina l’isola con la sua facciata dorata in carparo ed interni ricchi di marmi e pitture seicentesche, un vero gioiello religioso del Salento.
Sorge nel punto più alto del centro storico di Gallipoli e si rivela all’improvviso allo sguardo dei visitatori in una viuzza del borgo.
La reazione è quasi sempre la stessa: troppo imponente per la piccola e graziosa via Duomo. È il monumento principale della Perla dello Ionio ed è il simbolo del barocco locale. La facciata in pietra leccese sapientemente scolpita dal rococò, è suddivisa in due ordini che ospitano statue e motivi barocchi: quasi un preannuncio di ciò che custodisce l’interno con pianta a croce latina a tre navate suddivise da ampie arcate su colonne. Vero e proprio scrigno di opere d’arte, è possibile ammirare una preziosa collezione di tele realizzate da artisti salentini del Seicento e del Settecento.

A pochi passi, la Chiesa di Santa Maria della Purità si affaccia su una spiaggia che sembra dipinta: esternamente discreta, la sua ricchezza interna – grazie a maioliche e dipinti dorati – sorprende.
Si erge sull’omonima insenatura simbolo di Gallipoli e rappresenta una collezione d’arte in cui il passato e la devozione si incontrano.
La chiesa, la più antica di Gallipoli, risale alla seconda metà del ‘600. Qui fede e tradizioni marinaresche si intrecciano: non è un caso infatti, che sia sede di una delle confraternite più antiche della città, fondata dagli scaricatori del porto di Gallipoli. Al suo interno conserva le statue del Cristo morto e della Madonna Desolata, condotte entrambe in processione in occasione della Settimana Santa.
Tra le preziose opere d’arte che è possibile ammirare, troviamo una statua in cartapesta di Santa Cristina, realizzata dal maestro cartapestaio leccese Achille De Lucrezi ed un affascinante organo d’epoca. Impossibile non ammirare poi il pavimento in maiolica e gli scanni settecenteschi.
Camminando nel centro storico di Gallipoli, lungo via De Pace, è possibile ammirare Palazzo Granafei, dal nome dei proprietari di fine ‘800. Per chi ama l’archeologia industriale, nei sotterranei si nasconde una straordinaria frantoio ipogeo, si tratta di un antico mulino di olive dove si produceva l'olio lampante che illuminava le vie europee prima dell’introduzione dell’illuminazione pubblica: oggi quell’epoca è conservata all’interno del museo che attraverso oggi e fotografie racconta atmosfere rare, attraverso un passaggio dal quotidiano al sacro. L’ampio prospetto dell’edificio è caratterizzato da un’incisione, risalente al 1625, in lingua spagnolo: si tratta di una dedicata realizzata da don Francesco D’Acugna a Filippo IV di Spagna.
Splendido esempio di architettura barocca, Il Palazzo Balsamo conserva elementi architettonici sapientemente decorati che ne fanno un elegante esempio di residenza civile. Il passo rallenta per ammirare il portale in stile catalano durazzesco e le delicate finestre che si aprono sulla facciata principale.
Non lontano, nel cuore centrale dell’isola, il mercato del pesce al porto è uno spettacolo di colori e profumi: pescatori che scaricano polpi, ricci, crostacei mentre il vociare gentile degli abitanti creano un palcoscenico autentico e vibrante.
Piccola torre di avvistamento che domina il litorale gallipolino. Esposta ai venti caldi di scirocco è stata edificata a scopi difensivi nel XVI secolo. La struttura presenta conci irregolari e una pianta tronco-piramidale con tre caditoie per lato.

La tradizione vuole che i pescatori rivolgano lo sguardo al Santuario di Santa Maria del Canneto mentre si allontano dritti nell’orizzonte sconfinato del mare. Secondo la leggenda infatti, i pescatori ritrovarono una tela della Madonna della Visitazione nascosta tra le canne. Il Santuario è dunque espressione della fede della gente di mare. Con la sua architettura barocca si trova alle spalle della Fontana Greca di Gallipoli, non distante dall’antico ponte che collega il centro storico con la città nuova.
Cosa fare a Gallipoli - la proposta di Slow Active Tours
Lasciarsi abbracciare dal mare è una delle esperienze più autentiche: dalla spiaggia della Purità, dove tuffarsi appena usciti dai vicoli del centro storico, alla famosa Baia Verde, distesa di sabbia dorata e mare cristallino che invita a dedicarsi ore di relax. Chi desidera allontanarsi dal trambusto può esplorare la natura selvaggia della riserva naturale di Punta Pizzo, con baie isolate e scenari che oscillano tra pinete e scogliere. E ancora, per chi cerca una visuale insolita, una gita in barca verso l'Isola di Sant’Andrea regala prospettive da cartolina sulle acque turchesi e sui gabbiani liberi di volteggiare.
Stai leggengo l'articolo e non vedi l'ora di visitare Gallipoli?
Scopri le nostre proposte di viaggio e parti per la tua prossima avventura!
Sagre e Feste Popolari di Gallipoli
Il calendario gallipolino è vivace e ricco di tradizioni. In estate la città vibra tra festival musicali, lungomare animati e serate tra locali e luci dorate; immancabili sono i riti della settimana santae sagre marinare, dove la scapece e i piatti a base di pesce fresco animano le piazze e le bancarelle. Anche fuori stagione, tra feste patronali e mercatini, Gallipoli conserva il suo spirito autentico, fatto di convivialità, sapori e radici salentine.
Visitare Gallipoli durante la Settimana Santa è un’esperienza che va oltre il turismo: è un viaggio nell’anima più profonda del Salento, dove fede, emozione e memoria collettiva si fondono in riti antichi che si ripetono da secoli, immutati nel loro fascino. In questi giorni, le vie della città vecchia si trasformano in un palcoscenico sacro, avvolto da luci fioche, suoni di tamburi e profumo d’incenso.
La Settimana Santa di Gallipoli affonda le sue radici nel XVII secolo, quando le confraternite religiose – ancora oggi protagoniste assolute delle celebrazioni – iniziarono a organizzare solenni processioni penitenziali. Ogni rito, ogni passo, ogni canto ha un significato preciso e profondo, tramandato di generazione in generazione.
Il primo momento di raccoglimento si vive il Venerdì di Passione, con la Processione dell’Addolorata, organizzata dalla Confraternita di Santa Maria del Monte Carmelo e della Misericordia. All’alba, tra le vie del centro storico, la statua della Vergine vestita di nero lascia la Chiesa del Carmine per percorrere in silenzio le stradine lastricate. I confratelli, incappucciati e scalzi, avanzano lentamente al ritmo delle marce funebri, mentre la città si ferma in un silenzio carico di devozione.
Il momento più atteso e scenografico è il Venerdì Santo, con la Processione dei Misteri, organizzata dalla Confraternita del Crocifisso. La processione inizia nel tardo pomeriggio dalla Chiesa della Purità e attraversa l’intero centro storico, illuminato soltanto dalla luce tremolante delle torce e dei lampioni. Le statue lignee che rappresentano le tappe della Passione di Cristo – dal Cristo flagellato alla Crocifissione – vengono portate a spalla dai confratelli, vestiti con il caratteristico saio bianco e il cappuccio.
Il corteo è accompagnato da una banda che suona marce funebri, tra cui la celebre Miserere, che risuona nelle viuzze e si riflette sul mare, creando un’atmosfera sospesa e profondamente emozionante. È un momento in cui fede e teatro sacro si incontrano, e persino chi arriva da fuori viene catturato da questa magia collettiva.
Tra le celebrazioni più commoventi, la Processione della Desolata, che si svolge il Sabato Santo, rappresenta la sofferenza e la speranza. Le donne del paese, vestite di nero, accompagnano la statua della Vergine Desolata cantando antichi lamenti popolari, tramandati oralmente da secoli. È un canto struggente, che racconta il dolore della Madre in attesa della Resurrezione, e che tocca il cuore di chiunque lo ascolti.
La domenica, al suono delle campane e tra lo scoppio di fuochi d’artificio, Gallipoli si risveglia nella luce della Pasqua di Resurrezione. Dopo giorni di silenzio e raccoglimento, la città esplode di gioia: le strade si riempiono di musica, profumi e incontri, in un’atmosfera di festa che celebra la rinascita, spirituale e umana.
Partecipare ai riti della Settimana Santa di Gallipoli significa vivere un’esperienza autentica e profondamente radicata nel tessuto culturale salentino. Non è solo religione, ma una rappresentazione collettiva della memoria e dell’identità di un popolo che, ancora oggi, custodisce con orgoglio le proprie tradizioni.
Chi visita Gallipoli in questi giorni scopre un volto diverso della città: non solo la “Perla dello Ionio” fatta di mare e movida estiva, ma una comunità che sa ancora fermarsi, ascoltare, pregare e commuoversi davanti alla bellezza silenziosa della fede.
Piatti Tipici di Gallipoli
La cucina di Gallipoli è un capolavoro di semplicità, legata al mare e alla terra, capace di emozionare con pochi ingredienti. La pesca ha plasmato i sapori della tavole gallipoline. La pesca non è solo un mestiere, è un modo di vivere che viene tramandato da generazione in generazione. Tra i piatti simbolo che devi assolutamente provare visando Gallipoli, c’è la scapece gallipolina, una pietanza simbolo: piccoli pesci fritti conservati tra strati di mollica imbevuta di aceto e zafferano, un colore e un sapore che raccontano l’ingegno di un popolo marinaro sotto assedio.
Per chi ama gustare il pesce fresco, i gamberi rossi di Gallipoli sono imperdibili! L’ideale infatti, è mangiarli crudi, ma li potete assaporare anche in padella con un filo d’olio e prezzemolo.
Parlando dei piatti tipici di Gallipoli non si può tralasciare la zuppa di pesce alla gallipolina: servita con fette di pane fatto in casa e accompagnata dal gustoso vino locale.
Gallipoli è un incantesimo di storia, mare e sapori. Ogni vicolo racconta la sua anima, l’aria profuma di sale e cucina, il castello vigila silenzioso e il tramonto si specchia sul mare. Scoprire cosa vedere a Gallipoli significa vivere un’esperienza dove la bellezza si fonde con la cultura, la tradizione e la dolcezza del vivere salentino.
Mangiare e Bere a Gallipoli
Ecco alcune proposte del territorio:
Trattoria RosiNella in Via Incrociata 9. Posto molto bello nel centro storico di Gallipoli vecchia. Buona lista di vini, pesce fresco sempre disponibile. Il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione rende unici i loro piatti. Si consiglia la prenotazione.
Osteria Del Vico in Vicolo Mercato 1. Tutti i piatti hanno un tocco di originalità e combinano il pesce più fresco con i prodotti della terra, valorizzando la bontà e la diversità. Prova il super tonno dello chef! È preferibile prenotare.
La Vinaigrette in Riviera Armando Diaz, 75. Ristorante di pesce con vista sul mare da una bella terrazza: chiedete un tavolo in terrazza. Qui, come altrove sulla costa, il pesce crudo è molto tipico. Lasciate un po' di spazio per gli ottimi dessert!


