Altera Italia è un viaggio visivo nella cultura rituale del Sud Italia, un attraversamento del tempo e dello spazio che interroga le immagini con cui il Meridione è stato raccontato. Attraverso fotografie d’archivio manipolate e nuovi scatti, il progetto riattiva una dimensione magica e simbolica a lungo rimossa dallo sguardo antropologico e documentario. Non per spiegare i rituali, ma per restituirne la complessità percettiva, spirituale e comunitaria. Un invito a riconsiderare il passato per immaginare nuovi futuri possibili.

Un viaggio simbolico nel Sud Italia

Altera Italia nasce come un viaggio: geografico, temporale e simbolico. Un attraversamento del Sud Italia che non ha l’obiettivo di spiegare, classificare o archiviare, ma di riaprire uno spazio di immaginazione intorno ai rituali che hanno contribuito a costruire l’identità del Meridione e che, ancora oggi, resistono come pratiche collettive, magiche e comunitarie.

Uno sguardo che ha costruito stereotipi

Per decenni il Sud è stato osservato e raccontato attraverso uno sguardo esterno. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, le spedizioni antropologiche e il cinema neorealista – anche grazie al lavoro fondamentale di Ernesto De Martino – hanno restituito un patrimonio visivo oggi imprescindibile, ma hanno anche contribuito a fissare un immaginario cristallizzato del Meridione come luogo arcaico e folkloristico, trasformando una cultura viva in un oggetto da museo.

 

 

Risignificare l’archivio

Altera Italia prende posizione rispetto a questa eredità intervenendo sulle immagini d’archivio. Attraverso tecniche analogiche e digitali – pittura sui negativi, collage, perforazioni – le fotografie vengono manipolate per reintrodurre l’orizzonte magico, rituale e spirituale rimosso da un approccio positivista. Non per negare la storia, ma per attraversarla criticamente e riappropriarsene.

I rituali come esperienza viva

Accanto al lavoro sugli archivi, il progetto documenta rituali ancora attivi nel Sud Italia, fotografati in sei diverse regioni. L’intento non è creare un nuovo catalogo antropologico, ma costruire una narrazione visiva che evoca più di quanto descriva, cercando di rendere visibile l’invisibile e di avvicinare lo spettatore all’esperienza percettiva e culturale del partecipante.

Un immaginario re-incantato

Il risultato è un immaginario non didascalico, sospeso tra passato e presente, in cui il rituale diventa un amuleto contemporaneo. Un gesto unificatorio che, in una realtà sempre più connessa ma meno comunitaria, continua a rendere il mondo abitabile, magico e condiviso.

 

 

 

Il libro

Da questa ricerca nasce il libro Altera Italia, in uscita nel 2026 per Miracoli Visivi e progettato da Grupppo Studio. Il volume, in formato 23 × 28 cm, conterà circa 180 pagine, oltre 100 fotografie – molte inedite60 illustrazioni e testi originali. Un libretto separato raccoglierà contributi di studiosi ed esperti di rituali, offrendo prospettive differenti.

Una voce personale

Il libro è strutturato in capitoli che guidano il lettore in un viaggio simbolico. La voce narrante è quella dell’autrice, che ha scelto di costruire il volume come un manoscritto personale di ciò che è stato visto, scoperto e registrato con la macchina fotografica, partendo dalla consapevolezza che i rituali non possano essere spiegati solo attraverso l’analisi razionale.

Un progetto condiviso

Stampato in 500 copie in Italia su carta Fedrigoni, Altera Italia sarà disponibile anche in edizioni limitate firmate con stampe fotografiche. La campagna di crowdfunding sostiene un processo editoriale collettivo e una filiera professionale che va dal design alla stampa, fino alla distribuzione internazionale.

 

 

Ripensare l’immaginario del Sud

Sostenere Altera Italia significa partecipare alla costruzione di un nuovo immaginario sul Sud, ripensando il rapporto tra archivio e presente, memoria e futuro. Non per spiegare il rituale, ma per accoglierne la complessità e la forza simbolica, accettando che alcune esperienze possano solo essere attraversate, non tradotte.

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